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Il RUP può avvalersi di un soggetto esterno per l’esame della congruità dell’offerta?

07/09/2018

La verifica dell’anomalia dell’offerta dev’essere condotta dal RUP (con il supporto della commissione giudicatrice per l’ipotesi in cui il criterio di aggiudicazione sia quello del miglior rapporto qualità/prezzo), ma ci si può avvalere di esperti esterni alla stazione appaltante al fine di formulare meglio il giudizio tecnico sulla congruità delle offerte?

Per il Consiglio di Stato la risposta è affermativa (sentenza n. 5088 del 30 agosto 2018), purché i soggetti esterni si limitino a prestare attività di consulenza e assistenza.

La stazione appaltante che non disponga di propri adeguati organismi tecnici, può quindi fare affidamento su altri soggetti competenti, estranei alla propria struttura, cui demandare valutazioni per comprendere a fondo i profili di congruità o meno dell'offerta. Una volta acquisite le valutazioni dell'organismo tecnico di supporto (interno o esterno che sia), il ricorso alla motivazione per relationem può costituire una prassi del tutto legittima a patto che il RUP mantenga il suo ruolo centrale nel giudizio finale di anomalia. In sostanza, è necessario che le valutazioni tecniche svolte dal consulente esterne vengano esaminate e condivise dal RUP, cui compete comunque adottare la decisione finale.

Nel caso di specie, cui era ratione temporis applicabile il vecchio Codice, il Collegio ha peraltro tracciato una netta linea di demarcazione tra fase di valutazione tecnico-economica delle offerte in corso di gara al fine della redazione della graduatoria provvisoria e successivo giudizio di anomalia, ritenendo inconferente un precedente del Consiglio di Stato (sent. n. 552/2014) relativo all'illegittima integrazione della Commissione giudicatrice deputata all’assegnazione dei punteggi tecnici a seguito del conferimento dell'incarico ad un consulente esterno, ritenuta contraria alla regola della Commissione come collegio perfetto e al principio dell'esclusività della Commissione quale soggetto giudicante.

Le due fasi sono state ritenute ontologicamente diverse dato che le valutazioni da compiersi in sede di esame delle offerte sono diverse rispetto a quelle da compiersi nell'ambito del subprocedimento di verifica di anomalia (come già messo in evidenza dall’Ad. Plen. n. 36/2012). In primo luogo, le valutazioni sulle offerte mirano ad esprimere un giudizio sulla qualità dell'offerta, dando rilievo agli elementi tecnici; le valutazioni sulla congruità, invece, danno maggior rilievo alla sostenibilità economica dell’offerto, individuando gli elementi che possono metterla in dubbio. In secondo luogo, le valutazioni sulle offerte sono compiute su base comparativa; le valutazioni sulla congruità sono invece formulate in termini per così dire assoluti, avendo cioè riguardo all'affidabilità dei prezzi praticati ex sé considerati.

 

Il testo della sentenza è consultabile al seguente link

 

* Il presente approfondimento ha il solo scopo di fornire informazioni di carattere generale. Di conseguenza, non costituisce un parere legale né può in alcun modo considerarsi come sostitutivo di una consulenza legale specifica.

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