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Rito super-accelerato in materia di appalti: rimessa alla CGUE la questione della compatibilità...


Con ordinanza del 17.1.2018, n. 88, il TAR Piemonte ha sottoposto alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea due quesiti riguardanti la compatibilità del rito super-accelerato in materia di appalti (art. 120, co. 2-bis del c.p.a.), con il diritto europeo e, in particolare, con le disposizioni in materia di diritto di difesa, di giusto processo e di effettività sostanziale (artt. 6 e 13 della CEDU, art. 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’UE e l’art. 1 Dir. 89/665/CEE, artt. 1 e 2 Dir. 2004/18/CE).

Alla CGUE è stato in particolare chiesto di chiarire se l’art. 120, co. 2-bis del cpa si ponga in contrasto con il diritto europeo nella misura in cui:

  1. impone all’operatore che partecipa ad una procedura di gara di impugnare l’ammissione/mancata esclusione di un altro soggetto, entro il termine di 30 giorni dalla comunicazione del provvedimento con cui viene disposta l’ammissione/esclusione di tutti i concorrenti (art. 29 del d.lgs. n. 50/2016);

  2. preclude all’operatore economico di far valere, a conclusione del procedimento di scelta del contraente, anche con ricorso incidentale, l’illegittimità degli atti di ammissione degli altri operatori, in particolare dell’aggiudicatario o del ricorrente principale, ove non abbia precedentemente impugnato l’atto di ammissione nel termine suindicato.

L’ordinanza del TAR Torino è consultabile al seguente link

* Il presente approfondimento ha il solo scopo di fornire informazioni di carattere generale. Di conseguenza, non costituisce un parere legale né può in alcun modo considerarsi come sostitutivo di una consulenza legale specifica.


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