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Divieto di commistione tra offerta tecnica ed economica: va inteso in senso assoluto o relativo? Verifica della congruità dell’offerta: alla luce del nuovo procedimento semplificato di cui all’art. 97, possono chiedersi chiarimenti alle giustifiche presentate dall’offerente?

08/10/2018

Il principio della separazione tra offerta tecnica e offerta economica non è violato in caso di indicazioni di natura economica, incluse nell'offerta tecnica e peraltro richieste dal disciplinare di gara, che abbiano natura parziale e che non consentano quindi la ricostruzione del prezzo offerto dalla concorrente.

E’ questo il principio affermato dal Consiglio di Stato con la sentenza n. 5499/2018.

Nel caso di specie, relativo ad una gara per l’affidamento del servizi di calore e multiservizio tecnologico in favore degli immobili della stazione appaltante, il disciplinare di gara da un lato vietava l’indicazione elementi economici nell’offerta tecnica; dall’altro, tuttavia, prevedeva che le concorrenti illustrassero nell’ambito dell’offerta tecnica soluzioni volte a migliorare le “condizioni di manutenzione degli immobili”, riducendone i “costi di gestione”.

Era quindi accaduto che l’operatore poi divenuto aggiudicatario avesse indicato nell’offerta tecnica l’importo della franchigia afferente alla proposta migliorativa di “interventi atti a ridurre i costi generali di gestione”, per come richiesto dalla lex specialis di gara.

I giudici hanno ritenuto che tale circostanza non potesse comportare l’esclusione del concorrente dalla gara, risolvendo quindi la rilevata ambiguità tra le due clausole in senso conforme al principio di massima partecipazione.

Secondo il Consiglio di Stato, infatti, il divieto di commistione tra elementi dell’offerta tecnica ed elementi dell’offerta economica non va inteso in senso assoluto, ben potendo nell'offerta tecnica essere inclusi singoli elementi economici che siano resi necessari dagli elementi qualitativi da fornire, purché si tratti

  • “di elementi economici che non fanno parte dell'offerta economica, quali i prezzi a base di gara, i prezzi di listini ufficiali, i costi o prezzi di mercato”;

  • ovvero di elementi isolati e del tutto marginali dell'offerta economica, che non consentano in alcun modo di ricostruire il prezzo complessivo offerto.

 

Sotto altro profilo, la sentenza del Consiglio di Stato offre inoltre interessanti indicazioni in ordine ai profili procedurali relativi all’attività di verifica della congruità di offerte sospette di anomalia.

L’art. 97 del nuovo Codice ha infatti delineato un procedimento di verifica dell’anomalia semplificato rispetto a quello di cui all’art. 88 d.lgs. n. 163/2006, che, successivamente alla presentazione delle giustificazioni, non prevede infatti ulteriori e nuove fasi di contraddittorio procedimentale in senso stretto. Ciononostante, secondo il Consiglio di Stato, deve comunque ritenersi possibile per la stazione appaltante richiedere chiarimenti sulle giustificazioni tempestivamente presentate dal concorrente.

Peraltro, una siffatta conclusione, oltre a porsi in linea, sul piano generale, con il principio di massima partecipazione del privato al procedimento amministrativo per come declinato dalla legge n. 241/1990, appare pienamente conforme alle direttive europee del 2014 in materia di appalti pubblici. Infatti, l’art. 69 della direttiva 24/2014 (al pari dell’art. 84 della direttiva 25, relativa ai settori speciali) stabilisce, con riguardo alla verifica delle offerte sospette di anomalia, che “l’amministrazione aggiudicatrice valuta le informazioni fornite consultando l’offerente”, con ciò confermando quindi che la stazione appaltante dopo aver acquisito le giustifiche può comunque “consultare l’offerente”.  

 

 

La sentenza n. 5499/2018 è consultabile al seguente link

 

* Il presente approfondimento ha il solo scopo di fornire informazioni di carattere generale. Di conseguenza, non costituisce un parere legale né può in alcun modo considerarsi come sostitutivo di una consulenza legale specifica.

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